Ecco il punto che nessuno vuole affrontare.
Quando la probabile vittima è un immigrato, diventa un simbolo, la piazza si riempie, partono slogan, manifestazioni, appelli, scontri di piazza e indignazione nazionale.
Quando, invece, la vittima è Italiana, dove sono tutti?
Dove sono i cortei?
Dove sono gli striscioni?
Dove sono quelli che dicono di battersi contro la violenza?
Dove sono quelli che sostengono che ogni vittima debba essere difesa senza distinzione?
LA VITA DI UN ITALIANO VALE MENO?
Perché, se siete davvero contro la violenza sulle persone, allora dovreste esserci sempre.
Non chiediamo una piazza contro gli stranieri.
Non chiediamo odio contro gli immigrati.
Non chiediamo vendetta.
Chiediamo uguaglianza, la stessa indignazione, pretendiamo una sensibilizzazione vera contro tutta la violenza.
Perché una vittima italiana non deve diventare invisibile solo perché non si adatta alla narrazione che qualcuno vuole raccontare. Il vero razzismo è rivolto verso gli italiani, dagli stessi italiani.
La solidarietà non può avere nazionalità.
La giustizia non può avere colore.
La vita di un ragazzo non può valere meno perché è italiano.
Questa è la domanda che dovreste portarvi in piazza:
DOV’È LA PIAZZA PER LA BAMBINA DI 13 ANNI CHE HA SUBITO VIOLENZA?
Non pervenuta, nel frattempo il colpevole è stato liberato come se nulla fosse accaduto. Italia razzista contro se stessa.