UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL
Miei cari amici lettori vicini e lontani, buongiorno ovunque voi siate (il grande Nunzio Filogamo avrà compassione del sottoscritto, che si ostina a prendere in prestito la sua celeberrima frase…).
Desidero che voi guardiate attentamente questa fotografia e facciate, assieme a me, alcune considerazioni. Qui non si tratta della raccolta rifiuti che non viene effettuata nei tempi e nei modi previsti, oppure di uno sciopero a “gatto selvaggio”.
Qui si tratta di semplice inciviltà e maleducazione. Cittadini che trovano normale accatastare nei pressi dei cassonetti ogni sorta di rifiuto.
Sarebbe interessante scoprire quali siano le sinapsi che si attivano in questi individui nel momento in cui decidono di compiere simili gesti.
Non sono in grado di indagare negli oscuri meandri della mente umana, ma posso fare alcune semplici domande:
– Perché le miriadi di cittadini onesti e ligi alle regole devono convivere con la sporcizia e il degrado solo perché uno sparuto gruppo di maleducati e di idioti decide che bisogna sporcare e degradare?
– Perché i lavoratori dell’A.M.I.U., a cui va la mia riconoscenza per il difficile e delicato lavoro che svolgono, devono letteralmente mettere le mani nella sporcizia quando potrebbero dedicare il loro tempo a svolgere tutte quelle attività propedeutiche al decoro urbano?
– Perché non è possibile individuare e punire coloro che decidono di usufruire dei benefici della collettività e, allo stesso tempo, li calpestano?
– Alla luce dell’eccellente capacità organizzativa e gestionale dimostrata in occasione del recente Festival dell’Unità, si auspica che il medesimo impegno e la stessa tempestività vengano applicati dall’amministrazione comunale per affrontare e risolvere con decisione questa grave situazione di degrado, causata da episodi di inciviltà e cattiva educazione.
– Quanto costa all’A.M.I.U. (e quindi a ogni singolo cittadino che deve pagare la TARI) quello che io definisco “lo smaltimento dell’idiota maleducazione”?
Dotare i cassonetti di card o serratura forse non sarebbe sufficiente a risolvere in maniera definitiva questo problema. Fornire la cittadinanza di sacchetti per i rifiuti con codice a barre non basterebbe. Posizionare telecamere nei pressi dei cassonetti sarebbe troppo dispendioso.
Attivare almeno uno di questi provvedimenti, però, sarebbe già un buon inizio, ma forse le casse comunali piangono lacrime amare e non è possibile attuarne nessuno.
Molti anni fa (all’epoca ero giovane e forte, ma non sono ancora morto…) andai a sciare in Svizzera. Sulle piste da sci era vietato praticare il fuori pista. Chi lo faceva veniva avvicinato da due sciatori che, in realtà, erano agenti della Gendarmerie. 250 franchi di multa e la prima segnalazione. Era vietato fare schiamazzi oltre le dieci di sera. Coloro che disturbavano la quiete pubblica venivano sanzionati con altri 250 franchi. Alla terza segnalazione il trasgressore veniva automaticamente denunciato all’Autorità giudiziaria e considerato ospite non gradito. Il suo nominativo era inoltrato a tutte le attività ricettive del comprensorio svizzero e chiunque lo avesse ospitato rischiava la chiusura dell’attività.
Seguendo l’esempio della civilissima e integerrima Svizzera, e senza investire altro denaro pubblico, non si potrebbe dirottare una piccola parte degli agenti della Polizia Locale al controllo dei siti in cui sono ubicati i cassonetti? Gli agenti potrebbero muoversi SMS (Sotto Mentite Spoglie), avvicinare e sanzionare i trasgressori. Alla terza sanzione gli addetti allo “smaltimento dell’idiota maleducazione” verrebbero denunciati all’Autorità giudiziaria.
Sì, miei cari amici lettori vicini e lontani, non vi nascondo che mi piacerebbe che anche questi individui fossero considerati “ospiti non graditi” e allontanati dalla città di Genova, ma mi rendo conto che ciò non è possibile. Multe salate e la prospettiva di una denuncia forse potrebbero insinuare un briciolo di buon senso nella mente di chi, solitamente, è poco incline al dialogo e al ravvedimento.
Vi dico che non sono assolutamente interessato a conoscere l’etnia di questa gente: francamente non mi interessa. L’inciviltà, la maleducazione, il menefreghismo e l’idiozia sono John Doe, apolidi senza spazio e senza tempo.
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