Mario Roggero in esclusiva per Destra Community: “Ho agito per difendere la mia famiglia, è stata pura difesa”
A ridosso di una scadenza cruciale, Mario Roggero rompe il silenzio e affida alle telecamere di Destra Community uno sfogo netto e privo di filtri. Al centro del suo intervento c’è l’imminente pronunciamento della Suprema Corte, fissato per metà estate, che stabilirà l’esito definitivo della sua complessa vicenda giudiziaria.
”Il 15 luglio si deciderà della mia vita”
Roggero esordisce indicando con chiarezza la data chiave che segnerà il suo destino e quello dei suoi cari:
”Manca poco al 15 luglio, il giorno in cui la Corte di Cassazione a Roma deciderà sulla mia vita, sul mio futuro e su quello dei miei familiari.”
L’accusa di omicidio volontario plurimo e la conseguente condanna in secondo grado a 14 anni e 9 mesi di reclusione vengono rigettate con forza dall’intervistato, che definisce il giudizio “un’assurdità” e una “follia totale” impossibile da accettare.
La critica alla ricostruzione dei giudici
Nel corso del video, Roggero contesta apertamente le motivazioni espresse all’interno della sentenza d’appello. Secondo i magistrati, l’uomo avrebbe dovuto barricarsi all’interno della propria gioielleria insieme ai parenti per mettersi in sicurezza e impedire il rientro dei malviventi, dimostrando così la sussistenza di un pericolo reale. Una lettura che Roggero respinge fermamente sul piano pratico ed emotivo:
La colluttazione e il panico: Roggero descrive quei momenti come un traumatico “conto alla rovescia” seguito a uno scontro fisico violento.
L’incertezza sulla sorte della moglie: L’elemento scatenante della sua reazione sarebbe stata l’impossibilità di sapere, in quegli istanti concitati, dove si trovasse la moglie e se fosse al sicuro dal pericolo di una nuova incursione dei rapinatori.
”Non è stato un crimine”
L’intervento si conclude con una strenua rivendicazione della propria innocenza morale, ribaltando la qualificazione giuridica dell’evento: per Roggero non si è trattato dell’azione di un criminale, ma del gesto estremo di un cittadino, un marito e un padre che si è trovato a dover gestire una minaccia immediata.
”Ho agito solo per difendere la mia famiglia rischiando la mia vita di fronte a tre criminali armati. Non è stato un crimine, è stata solo pura difesa.”
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