Foto dell'articolo: Un viaggio in treno tra maleducazione e tolleranza
Questo articolo l’ho chiamato FAR-WEST TRENITALIA Parte Seconda perché tempo fa ho già scritto un articolo su questo argomento. Con la stessa pazienza con cui vi accingete a leggere questo vi chiedo cortesemente di andare a leggere anche l’altro.
Stamattina, come ogni mattina, ho preso il Regionale Veloce delle 7:33 che da Genova Brignole mi porta a Savona. Al mio lavoro.
Sono salito nella carrozza in testa treno e mi sono seduto. La carrozza era semi vuota ed io stavo aspettando un amico, salito anche lui a Brignole, e gli ho tenuto il posto vicino al mio. Sin qui tutto bene. Il treno era pure in perfetto orario e il Lunedì,di solito triste e nefasto, si preannunciava stranamente sorridente e sereno.
L’assalto alla diligenza si sarebbe concretizzato solo alla prossima fermata. A Genova Piazza Principe.
Ho fatto educatamente notare ad un ragazzo extracomunitario, (carico di mercanzie varie) il quale si apprestava a sedersi nel posto accanto al mio, che stavo aspettando una persona.
La mia educazione e la mia gentilezza lasciavano presupporre altrettanta educazione e gentilezza. E invece…
Maleducazione ed insulti e l’assoluta pretesa di sedersi proprio lì. Io ricordo lo Ius Primae Noctis ma questo diritto del Primo Posto proprio non lo ricordo…
Gli ho semplicemente risposto con garbo che era un gran maleducato e mi sono seduto altrove. Con il mio amico ci siamo rivisti a Savona.
Sarebbe stato curioso verificare se questa reincarnazione del signorotto feudale avesse o no un regolare titolo di viaggio, ma personalmente credo che tra i Suoi personalissimi diritti acquisiti ci fosse anche quello atavico di viaggiare Senza biglietto.
Io credo, anzi sono certo, che tanti Suoi connazionali si sarebbero profondamente indignati se avessero assistito ad un comportamento simile, consci che questo “Signore” non aveva fatto altro che alimentare il pericoloso fuoco dell’intolleranza.
Capisco il clima in cui deve operare il personale di Trenitalia.
Capisco che è quasi impossibile per il personale di bordo gestire una situazione così difficile.
Capisco che tra gli obblighi di un capotreno non ci sia anche quello di ricevere insulti, o peggio.
Quello che proprio non capisco è il motivo per cui le istituzioni, che ben conoscono questo problema non facciano molto per risolverlo.
Forse basterebbe, ogni tanto, una pattuglia della Polfer su questa tratta.
Forse, se succedesse questo, il “signorotto feudale” capirebbe che per essere accolti a braccia aperte in un Paese straniero non serve la maleducazione,la prevaricazione, la prepotenza. Basta solo un sorriso e un po’ di educazione.