Questo articolo rappresenta il secondo capitolo sui disservizi del Trasporto Pubblico della città di Genova.
Pochi giorni fa, mi trovavo alla fermata di fronte alla Stazione Brignole e ho chiesto a un autista, sicuramente in attesa di prendere servizio, quale autobus dovessi prendere per recarmi all’Acquasola. Con un sorriso di falsa commiserazione, mi ha risposto che non ne aveva idea e mi ha suggerito di rivolgermi ai suoi colleghi che prestavano servizio negli uffici poco distanti. Decisi di seguire il suo consiglio e scoprii che avrei dovuto prendere un autobus della Linea 36. Poco dopo, quando arrivò, notai che l’autista che avevo “infastidito” poco prima salì proprio su quel mezzo per dare il cambio a un collega! Gli dissi: “I suoi colleghi mi hanno detto che è questo l’autobus che mi porta nei pressi dell’Acquasola. Glielo dico così la prossima volta che un utente glielo chiederà, saprà cosa rispondere!” Notai che il sorriso di falsa commiserazione di poco prima era stato sostituito da un evidente imbarazzo.
Ritengo che un lavoratore nel settore pubblico debba essere realmente al servizio della collettività, senza alcun tipo di riserva. L’atteggiamento di quell’autista, evidentemente poco incline alla cordialità, non ha fatto altro che gettare malanimo e discredito su tanti altri colleghi, che sono certo svolgano il loro lavoro con professionalità e impegno.
A ciò si aggiunge che ho inviato una mail alla Direzione A.M.T. circa dieci giorni fa, utilizzando l’opzione di “avviso di lettura”, scoprendo che non è stata nemmeno letta! Intanto, i soldi dell’abbonamento mi sono stati tolti subito dal mio conto corrente.
Infine, come ciliegina su una torta che di dolce non ha più nulla, l’altra mattina ho visto transitare dalla finestra di casa mia ben tre autobus nell’arco di sette minuti, per poi scoprire che l’autobus che avrei dovuto prendere per andare in Stazione (quello delle 7:13, come indicato nell’app) non c’era!
Buona Domenica a tutti, anche al gentile e solerte autista della Linea 36.