Foto dell'articolo: Dura Lex Sed Lex: Riflessioni sulla norma delle molestie e il rovesciamento delle vittime
Il Codice Penale Italiano, all’Art. 660, sanziona il reato di molestia o disturbo alle persone. La norma colpisce chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, oppure utilizzando strumenti digitali, arrechi disturbo a qualcuno per petulanza o per un motivo biasimevole.
Elementi Principali del Reato
In merito al reato, i principali elementi da considerare sono:
- Condotta: Azioni invadenti, insistenti o sgradite, quali chiamate ripetute, messaggi assillanti, schiamazzi o dispetti.
- Contesto: Riferito a luoghi pubblici, aperti al pubblico o comunicazioni a distanza, come telefono e Internet.
- Elemento Soggettivo: Azione motivata da petulanza (insidia pressante e indiscreta) o da un motivo biasimevole (finalità riprovevole o futile).
La pena prevista per tale reato consiste in un arresto fino a sei mesi o in un’ammenda fino a 516 euro. È importante sottolineare che, di norma, il reato è punito solo a querela della persona offesa. In caso si tratti di una contravvenzione con pena alternativa, è possibile accedere all’oblazione, pagando una somma per estinguere il reato.
La fattispecie dei Soggetti A e B
Focalizziamoci ora su un caso emblematico che evidenzia l’applicabilità della norma. Soggetto A e Soggetto B instaurano un rapporto commerciale basato su stima e amicizia. Mentre Soggetto A è una persona onesta e ligia alle regole, Soggetto B si rivela un truffatore seriale, sfruttando la fiducia di A per ottenere illeciti profitti.
Quando il soggetto A comprende la verità e cerca chiarimenti via email, resta educato e corretto, ma non riceve risposta. Il suo desiderio di spiegazioni lo porta a contattare telefonicamente Soggetto B, non per molestarlo ma ingiustificata la sua convinzione che l’amico fosse sincero. All’ennesimo tentativo senza esito, Soggetto B, sentendosi scoperto, decide di querelare A per molestie telefoniche, nonostante le sue sole sei comunicazioni in 40 giorni.
Chiaramente, l’intento di soggetto B è di intimidire A affinché questo rinunci a qualsiasi azione contro di lui. La querela, priva di fondamento, rischia di essere interpretata come un atto intimidatorio. A questo punto, il legislatore, nella sua applicazione della legge, si trova a rinviare a giudizio Soggetto A. Costretto a rivolgersi a un legale, A deve affrontare non solo il danno subito, ma anche l’ingiusta beffa.
Considerazioni Finali
È lecito chiedersi dove risieda la petulanza e quale sia il motivo biasimevole nel comportamento di Soggetto A. È evidente che l’Art. 660 del Codice Penale necessiti di una revisione approfondita. Mantenere un’applicazione rigida di una norma giuridica può, in casi come questo, ledere i diritti della vittima, trasformandola in un presunto carnefice. Il principio di Dura Lex Sed Lex deve essere ponderato con attenzione, affinché la giustizia possa davvero prevalere.