La Cronistoria dell’Incoerenza: Come Forza Italia Vota in Europa (Insieme alle Sinistre)
di Guglielmo Bonanno
Nel dibattito politico italiano, la narrazione ufficiale ama dipingere confini netti. Da una parte il centrodestra, difensore della sovranità e dello sviluppo energetico, dall’altra le opposizioni di sinistra. Tuttavia, i dati emersi dal Parlamento Europeo raccontano una realtà ben diversa e decisamente più ambigua. A sollevare il velo su questa contraddizione è una dettagliata cronistoria presentata dall’eurodeputato Roberto Vannacci, il quale, dati alla mano, dimostra come Forza Italia si sia allineata, emendamento dopo emendamento, con le posizioni storiche del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
L’analisi temporale dei fatti inizia a ridosso dell’insediamento della legislatura, precisamente il 17 luglio 2024. In questa data fondamentale viene approvata una risoluzione di indirizzo politico che traccia la rotta sulla gestione dei flussi migratori. È il primo tassello in cui si nota la convergenza con le sinistre, ponendo le basi per quelle decisioni europee che, nei mesi successivi, avrebbero progressivamente indebolito il principio del controllo rigoroso delle frontiere esterne difeso a parole in patria.
Il percorso normativo entra nel vivo l’autunno successivo, con la cruciale giornata del 24 ottobre 2024. In questa occasione, durante la sessione di voto sui dossier economici e di gestione dei confini, si consuma il primo strappo evidente sui respingimenti e sulla sicurezza. È in questo frangente che Forza Italia unisce il proprio voto a quello dei progressisti per respingere i finanziamenti diretti alle barriere fisiche e per limitare i poteri operativi di Frontex sul contrasto all’immigrazione clandestina, preferendo un impianto orientato quasi esclusivamente all’accoglienza e al soccorso.
La cronistoria di Vannacci prosegue nella primavera successiva, toccando la data del 7 maggio 2025. Si tratta del giorno in cui l’aula di Strasburgo affronta i dossier relativi ai corridoi umanitari e alla redistribuzione obbligatoria. Ancora una volta, il voto di Forza Italia si salda con le posizioni del Partito Democratico e dei Cinque Stelle, sostenendo un impianto regolamentare che vincola gli Stati membri a meccanismi di accoglienza che scavalcano le prerogative dei singoli governi nazionali.
Pochi giorni dopo, il 12 maggio 2025, l’attenzione si sposta in modo definitivo sulle politiche energetiche e di vicinato strategico. In questa sessione d’aula, i rappresentanti azzurri votano a favore delle prime pesanti restrizioni e dei vincoli diplomatici nei confronti dei partner commerciali dell’est. Si gettano così le basi per il congelamento dei finanziamenti alle grandi infrastrutture di approvvigionamento di gas, una linea che penalizza direttamente la sicurezza energetica italiana a tutto vantaggio delle tesi portate avanti dalle anime più radicali del mondo verde e progressista.
La conferma di questo asse si ha l’8 luglio 2025, quando l’Europarlamento è chiamato a esprimersi sulle risoluzioni relative alla transizione ecologica e alle sanzioni sui corridoi fossili. Forza Italia approva testi che equiparano i contratti di fornitura di lungo termine con paesi non comunitari a un sostegno indiretto a regimi autoritari o a reti geopolitiche opache, allineandosi all’agenda della sinistra europea e mettendo a rischio i contratti di importazione di gas naturale che servono a calmierare i prezzi delle bollette per le imprese e le famiglie italiane.
Il culmine di questo percorso politico si materializza nella primavera successiva. Il 28 aprile 2026 si tiene la discussione finale sul pacchetto di emendamenti legati al bilancio e ai fondi per lo sviluppo delle rotte mediterranee. Nella stessa sessione, che si protrae fino al giorno successivo, il 29 aprile 2026, Forza Italia respinge formalmente lo stanziamento di fondi speciali per la creazione di piattaforme di sbarco e centri di trattenimento extra-UE, affossando di fatto il “modello Albania” e qualsiasi tentativo di esternalizzazione delle frontiere, proprio mentre il governo di Roma ne rivendica l’efficacia strategica.
Conclusione
La realtà dei fatti, certificata dai registri di voto del Parlamento Europeo e portata alla luce dal resoconto di Roberto Vannacci, smonta la retorica della compattezza della destra. Dal luglio del 2024 fino alle decisive votazioni dell’aprile 2026, sui dossier cruciali che definiscono l’identità, i confini e la sicurezza energetica nazionale, Forza Italia ha sistematicamente scelto la convergenza con i gruppi parlamentari della sinistra e dei Verdi. Un atteggiamento che solleva una domanda legittima: quale è la vera linea politica del partito? Quella dei comizi in Italia o quella espressa nei corridoi di Bruxelles?
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