In esclusiva per le colonne di Corriere Futuro, il Generale Roberto Vannacci risponde alle nostre domande, delineando con chiarezza la visione, i valori e le priorità politiche di Futuro Nazionale.
Ne emerge un manifesto chiaro: la difesa della famiglia tradizionale, il valore della vita dal concepimento fino al suo termine naturale, la fermezza sul tema della legalità e il netto rifiuto delle ideologie woke e gender.
L’Intervista Esclusiva
Corriere Futuro: Generale Vannacci, partiamo da uno dei temi civili e sociali al centro del dibattito: la famiglia e le unioni civili. Qual è la posizione di Futuro Nazionale?
Generale Vannacci: No alle unioni civili. Le risorse e la nostra cultura devono privilegiare la famiglia naturale, composta da padre, madre e figli. È esattamente questo ciò che noi vogliamo tutelare. Attenzione: non esistono divieti, le persone nell’ambito privato possono comunque fare ciò che vogliono. Tuttavia, per noi la famiglia è una sola e siamo schierati in modo intransigente per la sua tutela e conservazione.
CF: Lei ha espresso posizioni molto forti anche sull’interruzione volontaria di gravidanza, affermando che l’aborto non è un diritto…
GV: Si è fatto passare l’aborto come un’alternativa alla contraccezione. Oggi si assiste all’assunzione della pillola del giorno dopo o abortiva con la stessa disinvoltura con cui si andrebbero a comprare dei contraccettivi. Noi abbiamo il massimo rispetto per la vita. Bisogna lavorare sulla consapevolezza, sulla prevenzione ed evitare il disagio sociale, comprendendo se l’aborto sia un gesto obbligato dalla povertà o il frutto di una leggerezza. Dobbiamo fare in modo che la scelta sia sempre per la vita.
CF: Sulla stessa linea si inserisce la questione delle adozioni per le coppie omosessuali…
GV: Sono assolutamente contrario. Lo abbiamo già ribadito: siamo per la famiglia naturale, costituita da un padre, una madre e dai loro figli.
CF: Negli ultimi anni la televisione e i media mainstream hanno dedicato ampio spazio alle tematiche e alle politiche cosiddette “woke”. Voi intendete imporre uno stop?
GV: Sì, senza esitazioni. Non si può continuare a valorizzare e pubblicizzare una scelta o un’alternativa sessuale come se fosse la normalità. Non lo è. Noi siamo per la famiglia naturale e la sua tutela rappresenta per noi una priorità assoluta.
CF: Tra le vostre proposte ha fatto discutere l’idea di assegnare un peso elettorale o rappresentativo in base alla composizione del nucleo familiare. Volete fare una rivoluzione con il conteggio dei figli nelle schede?
GV: Sì. I genitori devono poter scegliere anche per i propri figli. Devono avere la possibilità di decidere per loro perché, fino al raggiungimento della maggiore età, sui genitori ricadono responsabilità enormi, compresa quella di scegliere i futuri governi che incideranno direttamente sull’economia e sul futuro del Paese.
CF: Un altro tema etico di primaria importanza riguarda la fine della vita. Qual è la vostra linea su eutanasia e suicidio assistito?
GV: No assoluto a eutanasia e suicidio assistito. Noi siamo per la vita e non possiamo prevedere quali sviluppi potrà avere la scienza in futuro. Oggi si assiste una persona a morire e magari tra un mese esce una cura efficace per la sua patologia.
CF: Per concludere, Generale: qual è la sintesi dei valori e del programma che intende portare avanti con Futuro Nazionale?
GV: Futuro Nazionale è per la famiglia, per il lavoro e per il sostegno alla vera povertà — a patto che questo non diventi un metodo per vivere stabilmente sulle spalle degli altri. Futuro Nazionale è per il rispetto, per la legalità e per l’ordine.
In questi ultimi decenni ha regnato il disordine più assoluto. Siamo arrivati al punto paradossale in cui una persona domani può decidere che il proprio figlio di 5 anni ha tendenze gay, somministrargli ormoni e trasformarlo a suo piacimento. Siamo arrivati a vedere condannato chi si difende e a vedere poliziotti costretti a subire violenze dai criminali per evitare di andare incontro a conseguenze giudiziarie ingiuste. Si dà la cittadinanza anche a chi commette reati, si abortisce per povertà o per la leggerezza di non usare contraccettivi, si pubblicizzano le istanze gay in televisione e nelle scuole, dove invece dovremmo insegnare l’Inno Nazionale e il senso civico. Invece di pensare ai salari degli operai, ci si concentra sul sposare le coppie omosessuali. Non possiamo più andare avanti così.