Esiste un momento nella vita di chi si occupa di informazione con passione e radicamento in cui è necessario decidere se seguire il coro o alzare la voce per difendere i propri principi. Corriere Futuro è nato proprio da questa esigenza: offrire uno spazio di libertà intellettuale irriducibile, un avamposto culturale aperto al dibattito, anche quando le idee non si allineano al pensiero unico dominante.
Siamo fieramente parte di quell’area culturale che promuove le politiche conservatrici, la sovranità nazionale. Crediamo in un’Italia che difende la propria identità, che protegge i propri confini e che pone al centro la sicurezza dei cittadini, restituendo importanza alla famiglia e ai valori tradizionali.
Chi mi conosce sa bene la mia provenienza. La mia formazione affonda le radici nella destra sociale, in quella tradizione politica che non ha mai confuso la libertà economica con l’anarchia o con l’abbandono dei più vulnerabili.
Oggi più che mai, sostenere il mercato, la libertà d’impresa e il lavoro autonomo non significa ignorare le disuguaglianze. Al contrario: una vera destra nazionale deve saper coniugare la vitalità economica con la giustizia sociale. Significa liberare le energie di chi produce, ma richiedere anche che lo Stato e le istituzioni rappresentino uno scudo protettivo per i lavoratori, i pensionati, le famiglie e per tutti coloro che rischiano di essere schiacciati dalla finanziarizzazione globale e dall’indifferenza delle élite.
Corriere Futuro non è nato per compiacere il potere o cercare il consenso facile dei salotti privilegiati. È stato creato per dare voce a quell’Italia che non si arrende, che lavora, che produce e che chiede una politica coraggiosa, identitaria e profondamente giusta. Avanti, insieme verso il futuro dell’ Italia.
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