Nell’odierna discussione sui diritti e le responsabilità dei giovani, Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale ma anche padre, intervenuto sul tema, ha voluto sottolineare la capacità dei ragazzi di distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. “Noi dobbiamo riconoscere ai giovani questa capacità di sapere che cosa è bene e che cosa è male,” afferma, facendo in riferimento alla sua esperienza personale con la figlia di 14 anni.
Vannacci con chiarezza e senso di responsabilità, racconta: “Posso dire che mia figlia sa benissimo che non deve andare in giro con un coltello ad accoltellare la gente, sa che non deve andare a rapinare in un negozio, sa che non deve molestare le persone che girano per la strada.” Queste affermazioni evidenziano come, secondo la sua prospettiva, i giovani siano pienamente consapevoli delle implicazioni delle proprie azioni, soprattutto in relazione ai crimini più evidenti.
La riflessione si concentra quindi sulla proposta che viene avanzata, la quale non è vista come assolutistica. Il protagonista sottolinea: “La proposta dice giustamente che un ragazzo di 14 anni ha il possesso della capacità di intendere e di volere fino a prova contraria.” Questo implica che, pur riconoscendo una responsabilità ai giovani, permane la possibilità per chi volesse contestare tale affermazione di dimostrarne l’inesistenza.
Il discorso si chiude su una nota di apertura verso un dibattito più ampio sul riconoscimento delle capacità cognitive ed etiche dei ragazzi. La posizione espressa offre spunti di riflessione su come la società potrebbe meglio integrare la voce dei giovani nelle questioni che li riguardano, premessa fondamentale per una crescita consapevole e responsabile.