Cari amici lettori, desidero fare insieme a voi una riflessione su questo argomento che, ultimamente, è ritornato prepotentemente alla ribalta. O forse sino a oggi era rimasto semplicemente “sospeso” nella celeberrima Terra di Mezzo, la regione di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.
Il primo vagito si perde ormai nella notte dei tempi. Era il lontano 1969 quando si iniziò a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina. E si arriva sino a marzo 2026, quando il Governo è intervenuto nuovamente con il Decreto Legge n. 32, poi convertito nella Legge n. 71 dell’8 maggio 2026, con l’obiettivo dichiarato di adeguare il percorso ai rilievi emersi nel controllo della Corte dei conti.
La Società Stretto di Messina riferisce che il provvedimento conferma la volontà del Governo di realizzare l’opera e la copertura finanziaria, predisponendo gli adempimenti necessari per arrivare a una nuova approvazione. Al 30 agosto 2026, però, il Ponte non è ancora in esercizio e l’iter autorizzativo non può essere raccontato come concluso.
Il 6 agosto 2026 Pietro Ciucci, da luglio 2006 ad aprile 2015 presidente e direttore generale di ANAS e dal 2023 nuovo amministratore delegato della Società Stretto di Messina, ha dichiarato che, dopo il nuovo parere tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la documentazione sarebbe stata completata per consentire al MIT di trasmetterla al DIPE e procedere verso una nuova delibera CIPESS. Il 25 agosto 2026 Matteo Salvini ha dichiarato di puntare all’apertura dei cantieri in autunno, subordinandola al passaggio alla Corte dei conti.
Non voglio, in questa sede, fare un lunghissimo elenco delle ingenti somme di denaro spese in oltre mezzo secolo, prima ancora che un solo treno o un’automobile possano attraversarlo.
Non voglio, in questa sede, né sostenere né denigrare coloro che affermano che il Ponte sullo Stretto sia una grande opera strategica, capace di cambiare il sistema dei trasporti del Mezzogiorno, producendo importanti ricadute economiche e infrastrutturali.
Non voglio, in questa sede, né sostenere né denigrare coloro che contestano e sollevano dubbi tecnici, esortando a focalizzare l’attenzione sugli organi di controllo e di verifica.
Desidero, insieme a tutti voi, fare un’altra cosa: digitare “RAI Play, Report – Puntata del 19/01/2025” e ascoltarla con estrema attenzione, senza perdere neppure una parola. Ci saranno sicuramente tra voi architetti, ingegneri, geologi, economisti: valenti professionisti che sapranno valutare con intelligenza, sagacia e raziocinio la veridicità delle tesi enunciate da coloro che sono stati intervistati nel corso della puntata di Report sopra indicata.
Io sono soltanto un umile geometra, ma sono, come voi, anche un cittadino di questa Bella Italia. E voglio, insieme a voi, porre alcune semplici domande a questo Governo che si appresta a varare quest’opera monumentale, destinata a essere consegnata ai posteri a imperitura memoria.
Le domande sul Ponte sullo Stretto
- Perché nessuno ci ha mai detto chi ha progettato il Ponte sullo Stretto di Messina?
- Perché nessuno ci ha mai fatto vedere il progetto esecutivo di quest’opera?
- Perché nessuno ci ha mai fatto vedere il computo metrico estimativo redatto sulla base di un progetto esecutivo, al fine di poter verificare il costo reale di quest’opera faraonica?
- Perché nessuno ci ha mai fatto vedere un cronoprogramma?
- Perché nessuno ci ha mai parlato dei costi di manutenzione?
- Perché nessuno ci ha mai parlato dei costi di gestione e dei programmi di ammortamento?
- Perché nessuno ci ha mai detto, al di là di qualsiasi ragionevole dubbio, che il Ponte sullo Stretto di Messina è fattibile? Fattibile da un punto di vista ambientale, geomorfologico, geologico, statico e strutturale?
Non vorrei sbagliarmi, ma non mi risulta che ci siano state risposte attendibili ed esaurienti a questo genere di domande. Se mi sbaglio, vi prego, correggetemi.
Io non vorrei che quest’opera, senza ombra di dubbio la più imponente e la più importante dal dopoguerra sino a oggi, fosse come quel famoso stratagemma narrato nell’Odissea, in cui la regina di Itaca tesseva di giorno il lenzuolo funebre per il suocero Laerte e lo disfaceva di notte per respingere i Proci.
Io non vorrei che il Ponte sullo Stretto di Messina diventasse il lenzuolo funebre di questo povero, bistrattato Paese.
Giampiero Gioannini
Firma: Giampiero Gioannini
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